SCILLA

Il nome del Nostro Albergo si riferisce alla divinità marina della mitologia greca, ritratto nella Tomba della Sirena, monumento funebre etrusco datato al IV-III sec. a.C. della Necropoli di Sovana.
Si tratta di una delle tombe più importanti della Necropoli, perché conserva ancora oggi un frontone integro, con l’immagine di una Sirena.

Questa identificazione è però fuorviante, non si tratta infatti di una sirena, ma più propriamente di una Scilla, o meglio ancora di un demone etrusco degli inferi.
Il mito delle sirene come le conosciamo oggi nasce in Grecia agli inizi del primo millennio a.C.
La tradizione vuole che fossero dei mostri con code pisciformi, ali di uccello e corpo di donna, mandate sulla terra dalla madre Ctonia, divinità infera, per ammaliare gli uomini ed indurli nel regno dei morti.
Questo racconto mitologico che ha avuto largo successo narrativo e cinematografico, ha però gettato ombra su altre raffigurazioni analoghe, di diverso significato.
Nella cultura etrusca queste divinità mostruose avevano un significato più ancestrale, legato alla Madre Terra e all’aldilà: le code serpentine richiamavano il mondo sotterraneo, le punte pisciformi erano segno dell’acqua che per sua natura si insinua nelle viscere della Terra e da la vita.

I delfini che troviamo spesso a cornice, ricordano i viaggi per mare, spesso pieni di insidie com’ è il viaggio del defunto nell’oltretomba:

La figura di donna simboleggia la forza creatrice per eccellenza, mentre le ali ricordano la leggerezza dell’anima.
Il legame degli etruschi con la terra era imprescindibile, oltre ad essere abili navigatori erano infatti esperti agricoltori e la loro conoscenza del volere degli Dei derivava proprio dall’interpretazione dei fenomeni naturali.

Lo stesso Tages che dettò agli uomini i tre libri della dottrina etrusca, si dice fosse un bambino emerso da un campo arato.

Nel sottosuolo stava quindi la conoscenza e il mondo degli inferi era abitato da creature mostruose che era meglio tenersi buone.

Una di queste divinità era appunto la donna bicaudata con le ali, che vediamo raffigurata in alcune tombe etrusche sovanesi.

In seguito all’incontro con il mondo greco, nel VII sec. a.C., le credenze etrusche fino a quel momento tramandate solo oralmente, iniziano a prendere forma.
Dalla fusione di queste due culture nascerà la Dea degli inferi che tanto ricorda la Scilla greca.

Quando Dennis, un avventuriero inglese ed esperto conoscitore degli Etruschi, arrivò per primo alla Necropoli di Sovana nella metà dell’800, chiamò erroneamente Sirena quella che invece era una divinità infera.
Per il profondo significato che questa misteriosa figura cela, abbiamo deciso di ricordarla, intitolando l’Albergo a Scilla e ricreando il frontone della Tomba della Sirena, visibile presso la hall del Nostro Albergo.

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